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Raimondo di Sangro | Sperimentazioni
 
 
Raimondo di Sangro
 
 
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“Ritrovò un nuovo modo d’imprimere a una sola tirata di torchio, e a un medesimo tempo, qualsivoglia figura sì d’uomini, come di fiori, e d’ogni altra cosa variamente colorita”: così una fonte settecentesca riferisce di una delle più incredibili invenzioni del principe di Sansevero, la stampa simultanea a più colori, tecnica allora pressoché ignota all’arte della tipografia. Avendo progettato e installato nella dimora di piazza San Domenico alcune macchine tipografiche, di Sangro riuscì a stampare in policromia e con un’unica pressione di torchio non solo figure, ma anche bellissimi caratteri tipografici.

Tra coloro che ebbero modo di ammirare le sue stampe a figure policrome fu anche il francese de Lalande, che ne parlò in questo modo: “L’arte di stampare a più colori è ancora una delle cose che questo principe aveva perfezionato; mi fece vedere delle stampe su carta e su seta bianca, dove egli aveva stampato alcuni fiori di differenti colori, con un sol rame ed un sol giro di torchio […] mi sembra che le tavole fatte a Parigi da M. Gauthier non siano realizzate con lo stesso vantaggioso procedimento”.

Quel che tutti possono ancora apprezzare è invece il risultato del sistema con cui il principe giunse a stampare simultaneamente caratteri policromi: “il monumento della nuova sorprendente invenzione” – come lo definì a buona ragione Lorenzo Giustiniani nel Saggio storico-critico sulla tipografia del Regno di Napoli (1793) – è infatti il frontespizio dell’edizione originale della Lettera Apologetica, con i caratteri in nero, rosso, verde e arancione. Fu lo stesso di Sangro a sottolineare la straordinarietà del proprio metodo, che suscitò meraviglia almeno quanto il contenuto eterodosso del suo capolavoro letterario: “la difficoltà di questo ritrovamento ben è dagl’intendenti dell’arte compresa, e da tutti generalmente tenuta per insuperabile; siccome pure è riputato massimo il profitto, che può risultarne”.

 
 
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