Qualora fosse stata divulgata e prodotta, un’invenzione del principe che avrebbe potuto recare notevole giovamento alla società civile era certamente la macchina idraulica. Perfezionata già nel 1739, essa era frutto della passione con cui egli si applicò sin dalla giovinezza alla meccanica e all’idrostatica.
La macchina era concepita in modo tale che – come attestava il suo inventore – “con l’azione di due soli ordigni, simiglianti a due trombe”, l’acqua poteva essere sospinta “a qualunque altezza” si desiderasse, e “senza l’opera d’animale alcuno”. Il congegno messo a punto da di Sangro meritò “gli applausi, e la lode de’ più sperti dell’arte”.
Così il principe di Sansevero spiegava i possibili impieghi della sua “utilissima” creazione: “per mezzo di essa, in Paese, dove manca l’acqua de’ fiumi, si può fare uso dell’altra dalle piogge ricolta per la comodità de’ mulini, e delle cartiere, e per la fabbrica de’ panni o altro; e ciò avviene, perché l’acqua medesima scorre sempre di su in giù, per esser ella di giù in su portata sempre e risospinta di nuovo”. |