Monumento a Paolo di Sangro, sesto principe di Sansevero

Antonio Corradini, 1742 ca.

Nella seconda cappelletta a destra è posto il Monumento a Paolo di Sangro, nonno di Raimondo, morto nel 1726 all’età di sessantasette anni. È probabile che in suo luogo, fino alla risistemazione settecentesca della Cappella, vi fosse il Monumento ad Alessandro di Sangro, poi spostato alla sinistra dell’Altare maggiore. L’attribuzione ad Antonio Corradini ci è data dal solito Origlia, fonte sincrona e sempre attendibile. La dedica incisa porta la data del 1742, e gli studiosi ritengono che a tale anno – o ad anno molto vicino – risalga anche il marmo corradiniano, che dunque risulterebbe la prima opera commissionata da Raimondo di Sangro per la Cappella.

Collocato in una piccola nicchia ellittica e libero da ogni simbologia, il busto è di grande interesse perché esempio tipico della ritrattistica settecentesca, dal tono severo e dall’evidente realismo. Paolo di Sangro fu nell’élite politica della Napoli del Viceregno austriaco, ricoprendo l’importante carica di prefetto dell’annona e divenendo consigliere a latere del Vicerè. Dall’imperatore Carlo VI fu decorato dell’Ordine del Toson d’Oro (nel ritratto si notano le insegne al collo) e del Grandato di Spagna di Prima Classe. Raimondo fu molto legato al nonno Paolo, che si prese cura di lui durante l’infanzia e con la sua morte lo lasciò erede dei titoli e del patrimonio del casato.