Madonna con Bambino

Giuseppe Pesce, 1757.

Il dipinto, datato e firmato dal romano Giuseppe Pesce, fu realizzato nel 1757 per conto di Raimondo di Sangro, che ne fece dono a Carlo di Borbone. Di questa Madonna con Bambino si erano per secoli perse le tracce, finché nel 2005 l’attuale proprietà della Cappella Sansevero non lo ha reperito e acquisito per esporlo nella Sagrestia.

Pesce, artista che a Napoli si era distinto per alcuni affreschi nella Chiesa di Santa Chiara (andati distrutti durante i bombardamenti del 1943), esegue un quadro di pregevole fattura, utilizzando colori realizzati dallo stesso di Sangro. L’impianto compositivo è di marca classicistica, probabilmente a causa dell’origine romana del pittore; salta all’occhio la particolare vivacità della gamma cromatica, determinata dalla pittura a cera, che conferisce alla superficie l’aspetto brillante e levigato della miniatura.

L’opera reca sul retro la dedica di Raimondo di Sangro, che sottolinea il proprio ruolo di “primo inventore” delle “cere colorate a tempera”: “All’augustissimo Carlo, re delle Due Sicilie e di Gerusalemme, infante di Spagna, duca di Parma e Piacenza, gran principe ereditario di Toscana, inclito protettore delle belle arti, suo signore, Raimondo di Sangro, principe di S. Severo, primo inventore della dipintura colle cere colorate a tempera, questo primo saggio dona, dedica e consagra”.

Del quadro, che il sovrano conservava nei suoi appartamenti, fa menzione anche l’anonimo autore della Breve nota di quel che si vede in casa del principe di Sansevero (1766), che lo descrive “dipinto con cere colorate di una maniera più vaga e bella di quella già ritrovata dal Conte di Caylus di Parigi”. La Madonna con Bambino può portarsi a esempio dell’originale rapporto che legava il principe di Sansevero ai suoi artisti: non una semplice committenza, bensì una vera e propria collaborazione, che in alcuni casi portava gli artisti a servirsi dei ritrovati del loro mecenate.